Memorie di un’Imperatrice?

Mademoiselle Lenormand sosteneva che il fantasma di Joséphine Beauharnais in persona le avesse chiesto di scrivere le sue memorie, passate ai posteri come Memorie storiche e segrete dell’Imperatrice Giuseppina (1820).

Suddiviso in tre volumi, il lavoro includeva aneddoti sulla relazione della Lenormand con l’imperatrice Joséphine e persino una copia di una lettera di sostegno che Joséphine le scrisse quando Lenormand dovette affrontare la persecuzione.

Il libro, scritto in una forma enfatica e appassionata, suscitò un grande clamore all’epoca, provocando l’ira dei figli di Joséphine.

Eugène de Beauharnais scrisse allo zar Alessandro I per protestare contro la dedica che aveva concesso alla Lenormand all’inizio dell’opera. Oltretutto, lo zar aveva inviato un anello di diamanti all’autrice come segno di riconoscimento. Davvero troppo.

Hortense, divenuta, regina d’Olanda, nelle sue memorie inveì: “Una presunta strega ha fabbricato i ricordi più assurdi di mia madre”. La signorina Avrillon soffoca dall’indignazione: sottolinea che “Joséphine non è mai stata amica della signorina Lenormand”, ma ammette che lei stessa era andata a consultarla in rue de Tournon.

Anche Napoleone, da Sant’Elena, emise un giudizio duro e di disapprovazione su questi presunti ricordi di Giuseppina (Journal de O’Meara, Fondation Napoléon, 1993, volume 1, p. 464, nota 399).

Lenormand

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