Predisporsi a una lettura

Predisporsi a una lettura

Predisporsi a una lettura

Se vi avvicinate per la prima volta alla lettura delle Lenormand o alla cartomanzia in generale, dovete prestare molta attenzione all’ambiente che vi circonda e al modo in cui vi approcciate ad essa.

Iniziare a leggere le carte in un momento di stanchezza o in cui siete di cattivo umore non è mai una buona idea. L’energia negativa infatti potrebbe influenzare, anche inconsapevolmente, l’interpretazione delle carte. Cercate quindi di dedicarvi alla divinazione in una situazione di equilibrio e di pace interiore. Non ci sono orari della giornata migliori o peggiori. Tutto dipende dalla vostra attitudine. Solo così avrete la certezza di un responso oggettivo e dettagliato.

Cercate inoltre di prendervi cura del vostro mazzo di carte. Le carte sono uno strumento prezioso e il modo in cui le tenete rispecchierà la considerazione che avete nei confronti della divinazione. Maneggiatele quindi spesso per prendere confidenza con la loro forma e superficie. Devono diventare un elemento familiare, quasi un’estensione ideale delle vostre mani. Potete conservarle in un sacchettino di stoffa o avvolgerle in un panno in fibra naturale per poi riporle al sicuro in una scatola di legno.

Un consiglio finale, ma non per questo meno importante: ritagliatevi un angolo tranquillo della casa, lontano da occhi indiscreti e da rumori molesti.

Siete pronti per iniziare il vostro cammino verso le Lenormand?

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Ritrovare gli oggetti smarriti

Ritrovare gli oggetti smarriti

Ritrovare gli oggetti smarriti

Vi ho già parlato delle innumerevoli particolarità e pregi delle carte Lenormand.

Quello che non tutti sanno è che tradizionalmente le Lenormand risultano utilissime per scovare gli oggetti smarriti!

Inutile parlare teoricamente, meglio se facciamo un esempio pratico. Avete perso i vostri orecchini preferiti. Siete sicure che siano all’interno delle vostre quattro mura domestiche, eppure sono introvabili. Avete cercato ovunque e siete arrivate anche a pensare di averli buttati via in un momento di distrazione!

Prendete il vostro mazzo di carte Lenormand, concentratevi e mischiatelo a lungo. Tagliatelo e pescate tre carte, ripetendo tra voi la frase “Dove sono i miei orecchini?” E’ importante che la domanda sia precisa. Solo in questo modo la risposta delle Lenormand sarà ricca di particolari. Infatti le Lenormand hanno dalla loro un approccio legato proprio al realismo e alla quotidianità dei simboli disegnati sulle carte.

La risposta delle Lenormand sarà infatti letterale. Non cercate di dar loro dei significati metaforici o simbolici. Dovete attenervi al realismo delle carte e alle relative indicazioni. L’uscita della casa confermerà per esempio che dovete concentrare la ricerca nella vostra casa. Il quadrifoglio potrebbe suggerire però che si tratti di un luogo verde, come il vostro giardino. Per tutti i dettagli vi consiglio comunque di consultare la pagina del blog con tutti i significati del Petit Lenormand

Ovviamente vi auguro di non aver perso niente in questo momento. Ma nel caso stiate cercando da lungo tempo un oggetto apparentemente scomparso nel nulla, forse è venuto il momento di provare con il metodo Lenormand. Vi assicuro che sarà infallibile! Fatemi sapere!

Punto-interrogativo

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Le predizioni della Lenormand: la morte di Robespierre, Marat e Saint-Just

Le predizioni della Lenormand: la morte di Robespierre, Marat e Saint-Just

Le predizioni della Lenormand: la morte di Robespierre, Marat e Saint-Just

Le predizioni di Mademoiselle Lenormand divennero leggendarie soprattutto perché chiamarono spesso in causa dei suoi celebri contemporanei, come Fouché, Barras, Mme de Staël, Talleyrand, il celebre attore Talma, Joséphine de Beauharnais e lo stesso Napoleone Bonaparte.

Secondo diverse fonti, una sera del 1792 si presentano nel suo il suo studio in rue de Tournon – celato dall’insegna di un negozio di libri – tre uomini che le chiedono una lettura del futuro. Non si tratta di un terzetto qualsiasi, ma di Maximilien de Robespierre (nel ritratto sopra), il padre della Rivoluzione Francese e del Regime del Terrore e gli altrettanto celebri rivoluzionari Jean-Paul Marat e Louis Antoine de Saint-Just. Hanno sentito parlare della “Sibilla” ovvero della Lenormand e si mostrano piuttosto irridenti. Sembra infatti che la vogliano smascherare come volgare truffatrice. La Lenormand non si lascia intimorire. Legge loro le mani e le carte e dà un gelido responso: tutti e tre sono destinati a morti violente.

Secondo alcune fonti, i tre non si curano affatto della terribile profezia e la deridono pesantemente. Di diverso avviso è la stessa Lenormand, che nei suoi scritti descrive Robespierre come un uomo senza carattere, superstizioso e con un ego smisurato. “L’ho visto – precisa la Sibilla – chiudere gli occhi per toccare le carte, rabbrividire anche alla vista di un nove di picche…ho fatto tremare questo mostro “.

A favore della Lenormand resta la veridicità delle sue previsioni: Robespierre è infatti ghigliottinato nel luglio 1794, favorendo così la scarcerazione di Joséphine de Beauharnais, che, per uno scherzo del destino, è proprio una delle fautrici della fortuna della Lenormand. Anche gli altri due hanno effettivamente fini orribili. Jean-Paul Marat è accoltellato nel bagno nel 1793 da Charlotte Corday e Louis Antoine de Saint-Just subisce anch’esso la ghigliottina nel 1794.

Robespierre

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Creare un diario Lenormand

Creare un diario Lenormand

Creare un diario Lenormand

Le carte di Mademoiselle Lenormand hanno per loro stessa natura un approccio molto intuitivo.

Per chi inizia a conoscerle è quindi importante stabilire con esse una relazione personale. Uno dei metodi più semplici è quello di tenere un proprio diario Lenormand per annotare i significati che le carte hanno per voi. Sarà un ottimo modo per non essere vincolati a consultare continuamente i significati in un libro scritto da altri. E’ necessario infatti avere una connessione con le carte, non con i loro significati generici, contenuti in un manuale. Pur nel rispetto di questi ultimi, vi accorgerete infatti che sono le carte stesse a parlarvi e a creare nuove intuizioni durante una lettura.

Sul vostro diario potrete annotare gli sviluppi del vostro percorso personale nella conoscenza delle Lenormand, acquisendo così fiducia nelle vostre capacità e arrivando a sbloccare il linguaggio stesso delle carte. Scrivendo significati, intuizioni e combinazioni emergeranno infatti degli schemi specifici e accurati, che alimenteranno la vostra capacità di storytelling in merito ai quesiti chiamati in causa nel gioco.

Prendetevi quindi del tempo, una volta a settimana, in una pausa di riflessione, magari sorseggiando un tè o una tisana. Scegliete un diario o un quaderno che abbia per voi anche un valore estetico appagante e prendete nota della vostra esperienza.

E che il vostro percorso di scoperta delle carte Lenormand abbia inizio!

Diario-Lenormand

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Lenormand: vita opere e curiosità

Lenormand: vita opere e curiosità

Lenormand: vita opere e curiosità

La vita di Mademoiselle Lenormand, a cui si deve l’omonimo gioco di carte, è degna di un romanzo di appendice, ricca com’è di eventi a dir poco incredibili. Marie-Anne-Adélaïde Lenormand ebbe infatti un’esistenza particolarmente avventurosa, anche se non fu benedetta dal dono dell’avvenenza.
Nata il 27 maggio 1772 ad Alençon, figlia di un commerciante di stoffe e di una donna di umili origini, rimane orfana in tenera età, ma riceve un’ottima educazione presso l’Abbazia reale delle Benedettine di Alençon. Inizia a manifestare già a sette anni la sua attitudine divinatoria, predicendo il futuro alle sue compagne. Un destino segnato il suo: la piccola è battezzata come la sorella morta appena nata nel 1768. Una vecchia credenza popolare vuole infatti che l’anima di un bambino morto si trasmetta al bambino che ne porta lo stesso nome e questo doni al nuovo nato facoltà divinatorie.

La giovane Lenormand si dimostra fin dalla giovane età molto curiosa verso l’apprendimento, in particolare delle lingue, della pittura e delle lettere. Ma la sua materia preferita è sicuramente la divinazione. Con notevole perplessità da parte delle suore, nel 1781, predice il nome della nuova badessa del convento.

Nel 1790 si trasferisce a Parigi, dove lavora per un certo periodo in una lavanderia. Qui l’incontro fatale con l’indovina Madame Gilbert. La donna si dice abbia lo stesso cognome da nubile della madre della Lenormand. Una predestinazione? Forse. Sicuramente la Gilbert è un’ottima maestra e le insegna i primi rudimenti della divinazione tramite i Tarocchi di Eteilla. In soli tre anni, la Lenormand supera la sua mentore e apre un vero e proprio “studio di chiaroveggenza” , mascherato dietro l’insegna di una libreria, in cui incontra personaggi importanti, come Marat, Robespierre e Saint-Just, ai quali predice una morte violenta. La Lenormand usa per i suoi oracoli le classiche carte francesi, a cui a volte aggiunge delle annotazioni. Ciò non toglie che negli anni successivi alla sua morte, saranno pubblicati diversi giochi di carte illustrati, con i nomi di “Jeu de Mademoiselle Lenormand”, “Grand Lenormand” o “le Petit Lenormand”. La sua fama la rende sospetta al Comitato di Pubblica Sicurezza di Vadier, che la fa arrestare nel 1794. Anni dopo la Lenormand affermerà di essere stata incarcerata per aver predetto la morte di Luigi XVI. Dopo la sua liberazione la sua celebrità decolla e i personaggi dell’epoca fanno letteralmente a gara per avere la possibilità di ascoltare le sue predizioni. Di grande supporto è senza dubbio la fiducia che ripone in lei tale Marie-Josèphe-Rose Tascher de La Pagerie, vedova Beauharnais, futura moglie del generale Bonaparte e nota ai posteri come l’imperatrice Joséphine. La Lenormand apre quindi uno studio in un bellissimo appartamento al n. 5 di rue de Tournon, nel Faubourg Saint-Germain, dove si dedica alla divinazione tramite quelli che lei chiama il “petit jeu” e il “grand jeu,” oltre che alla lettura dei tarocchi e dei fondi di caffé, alla chiromanzia, la negromanzia e l’astrologia.

Ormai nota come “la Sibilla del Faubourg Saint-Germain”, riceve personaggi di grande fama, come lo stesso Napoleone. Tuttavia quest’ultimo la fa arrestare in due occasioni, nel 1803 e nel 1809 con l’accusa di tradimento. Pare che il vero motivo risiedesse nel fatto che la sibilla avesse formulato alcune previsioni compromettenti, su tutte la caduta di Napoleone e la restaurazione dei Borboni. E cosa ancora più grave avesse l’abitudine di scrivere le sue predizioni. La Lenormand, dal fervente animo monarchico, gradisce particolarmente il ritorno dei Borboni ed è consultata da regnanti illustri come lo stesso Luigi XVIII e lo zar Alessandro.. Tuttavia, dopo l’assassinio, Il 14 febbraio 1820, del Duca di Berry, erede al trono, è costretta a emigrare a Bruxelles, dove viene arrestata nel 1821 con l’accusa di spionaggio, per le sue idee opposte alla nuova politica. Viene liberata solo dopo molti anni, nel 1830, dopo un processo per stregoneria. Dopo la Rivoluzione di luglio, la Lenormand si ritira a vita privata e mette il suo talento al servizio unicamente delle sue amicizie. Muore a Parigi il 25 giugno 1843, all’età di settantuno anni, per l’incuria di un medico, smentendo la sua stessa predizione che l’avrebbe voluta trapassare ultracentenaria. Lasciò una notevole fortuna ai figli dei fratelli e fu sepolta nel cimitero di Père-Lachaise.

La Lenormand lascia varie opere letterarie, tra cui le celebri Memorie storiche e segrete dell’Imperatrice Joséphine (1827) e diversi opuscoli politici. Nel 1823 pubblica il prospetto di un Album de Mlle Lenormand, mis en ordre et enrichi de manuscrits autographes, de commentaires, de notes biographiques sur la Révolution, che doveva essere una sorta di una galleria di quadri dei migliori sindaci che rappresentavano le disgrazie o le gesta della famiglia Borbone.

Lenormand

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Mlle Lenormand nei romanzi di Nicolas Bouchard

Mlle Lenormand nei romanzi di Nicolas Bouchard

Mlle Lenormand nei romanzi di Nicolas Bouchard

La leggendaria figura di Mademoiselle Lenormand ha continuato ad affascinare anche dopo la sua scomparsa. In tempi molto recenti desta curiosità la serie di romanzi dello scrittore francese Nicolas Bouchard, incentrati su colei che è considerata la più grande cartomante di tutti i tempi.
Bouchard ha infatti scritto ben tre romanzi in cui Mademoiselle Lenormand è uno dei personaggi principali. Si tratta de “La Sibylle de la révolution” (2009), “Le Traité des supplices” (2011) e “La Sybille et le Marquis” (2012).
Autore in precedenza di diversi romanzi di fantascienza e polizieschi, Bouchard è in realtà un appassionato di storia, che ha intrapreso la strada del romanzo storico proprio con questa trilogia di cui Mademoiselle Lenormand è appunto la protagonista.
Bouchard ha costruito dei romanzi polizieschi storici appassionanti e ricchi di azione, in cui combina abilmente il mistero e il tema esoterico. Nel primo romanzo, Sénart, segretario del Comitato di Sicurezza Generale, è incaricato da Vadier, conosciuto come il grande inquisitore, di indagare su un crimine particolarmente macabro di impronta massonica. Nella sua missione sarà aiutato proprio dalla celebre Sibilla.
Bouchard si prende anche alcune licenze storiche. Per esempio fa utilizzare alla Lenormand le Carte Petit Lenormand, che la veggente ovviamente non può avere conosciuto, perché sono state pubblicate dopo la sua morte e portano appunto il suo nome.
Ne “Le Traité des supplices” (2011) Marie-Adélaïde ha delle visioni di orribili omicidi, che si scopriranno poi essere stati orchestrati da un misterioso personaggio, legato al terribile Ministro della Polizia Fouché. Tutti questi crimini porteranno all’avvento di Napoleone.
Nell’ultimo libro della trilogia, “La Sybille et le Marquis” la Lenormand è colpita da violente visioni degli omicidi delle amanti di alcuni politici influenti. Con un colpo di astuzia narrativa, Bouchard trasforma la stessa Lenormand in una detective ante litteram, che decide di indagare su queste uccisioni, molto simili a quelle descritte nei testi del Marchese de Sade. E naturalmente la nostra Lenormand vorrà incontrare il celebre Marchese personalmente.

Nel 1790 si trasferisce a Parigi, dove lavora per un certo periodo in una lavanderia. Qui l’incontro fatale con l’indovina Madame Gilbert. La donna si dice abbia lo stesso cognome da nubile della madre della Lenormand. Una predestinazione? Forse. Sicuramente la Gilbert è un’ottima maestra e le insegna i primi rudimenti della divinazione tramite i Tarocchi di Eteilla. In soli tre anni, la Lenormand supera la sua mentore e apre un vero e proprio “studio di chiaroveggenza” , mascherato dietro l’insegna di una libreria, in cui incontra personaggi importanti, come Marat, Robespierre e Saint-Just, ai quali predice una morte violenta. La Lenormand usa per i suoi oracoli le classiche carte francesi, a cui a volte aggiunge delle annotazioni. Ciò non toglie che negli anni successivi alla sua morte, saranno pubblicati diversi giochi di carte illustrati, con i nomi di “Jeu de Mademoiselle Lenormand”, “Grand Lenormand” o “le Petit Lenormand”. La sua fama la rende sospetta al Comitato di Pubblica Sicurezza di Vadier, che la fa arrestare nel 1794. Anni dopo la Lenormand affermerà di essere stata incarcerata per aver predetto la morte di Luigi XVI. Dopo la sua liberazione la sua celebrità decolla e i personaggi dell’epoca fanno letteralmente a gara per avere la possibilità di ascoltare le sue predizioni. Di grande supporto è senza dubbio la fiducia che ripone in lei tale Marie-Josèphe-Rose Tascher de La Pagerie, vedova Beauharnais, futura moglie del generale Bonaparte e nota ai posteri come l’imperatrice Joséphine. La Lenormand apre quindi uno studio in un bellissimo appartamento al n. 5 di rue de Tournon, nel Faubourg Saint-Germain, dove si dedica alla divinazione tramite quelli che lei chiama il “petit jeu” e il “grand jeu,” oltre che alla lettura dei tarocchi e dei fondi di caffé, alla chiromanzia, la negromanzia e l’astrologia.

Ormai nota come “la Sibilla del Faubourg Saint-Germain”, riceve personaggi di grande fama, come lo stesso Napoleone. Tuttavia quest’ultimo la fa arrestare in due occasioni, nel 1803 e nel 1809 con l’accusa di tradimento. Pare che il vero motivo risiedesse nel fatto che la sibilla avesse formulato alcune previsioni compromettenti, su tutte la caduta di Napoleone e la restaurazione dei Borboni. E cosa ancora più grave avesse l’abitudine di scrivere le sue predizioni. La Lenormand, dal fervente animo monarchico, gradisce particolarmente il ritorno dei Borboni ed è consultata da regnanti illustri come lo stesso Luigi XVIII e lo zar Alessandro.. Tuttavia, dopo l’assassinio, Il 14 febbraio 1820, del Duca di Berry, erede al trono, è costretta a emigrare a Bruxelles, dove viene arrestata nel 1821 con l’accusa di spionaggio, per le sue idee opposte alla nuova politica. Viene liberata solo dopo molti anni, nel 1830, dopo un processo per stregoneria. Dopo la Rivoluzione di luglio, la Lenormand si ritira a vita privata e mette il suo talento al servizio unicamente delle sue amicizie. Muore a Parigi il 25 giugno 1843, all’età di settantuno anni, per l’incuria di un medico, smentendo la sua stessa predizione che l’avrebbe voluta trapassare ultracentenaria. Lasciò una notevole fortuna ai figli dei fratelli e fu sepolta nel cimitero di Père-Lachaise.

La Lenormand lascia varie opere letterarie, tra cui le celebri Memorie storiche e segrete dell’Imperatrice Joséphine (1827) e diversi opuscoli politici. Nel 1823 pubblica il prospetto di un Album de Mlle Lenormand, mis en ordre et enrichi de manuscrits autographes, de commentaires, de notes biographiques sur la Révolution, che doveva essere una sorta di una galleria di quadri dei migliori sindaci che rappresentavano le disgrazie o le gesta della famiglia Borbone.

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